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Come progettare la cucina

Moderne, minimal, classiche, in muratura, country, shabby... In legno, in acciaio, laccate, in pvc, in vetro..c'è da perdere la testa...

26 agosto 2015

Cheesecake senza Cheese (e senza cottura)

Non pubblico da mesi ormai e sto scrivendo un post relativo a questo [sempre che a qualcuno interessi ;) ]
Nel frattempo, durante le ferie, ho sperimentato una cheesecake senza latte vaccino e senza glutine.
Una sorprendente sorpresa per le papille gustative che hanno detto: "ancora ancora!!!!"
Non potevo quindi non condividerla, è buonissima, golosissima e sanissima...?? ahaha
Dai, una cheese-cake non può e non deve essere sana, anche se non c'è il burro. Possiamo invece dire che è "meno" grassa.
Quindi è:
buonissima, golosissima e poco grassa.
Nella ricetta che segue le dosi non sono proprio corrette al gr, perchè sono andata a "cappella" e, secondo i miei esperimenti, potete fare un pò come volete.


INGREDIENTI

200gr biscotti senza glutine ( io anche senza burro e senza uova) 
100gr cioccolato fondente
olio di semi q.b.

per la farcia
250gr di yogurt di soia bianco
300gr ricotta di pecora 
200ml panna Valsoia 
100gr zucchero
1 banana (se volete) 
12gr di colla di pesce
2 cucchiai di latte di soia bollente 
marmellata q.b. (di prugne o frutti di bosco) 
teglia da 26cm

PREPARAZIONE

1- tritate i biscotti nel mixer e aggiungete il cioccolato che avrete fatto sciogliere a bagnomaria o nel microonde. Quando il cioccolato è ben amalgamato, aggiungete l'olio a filo finchè l'impasto non diventa un pochino umido e lavorabile..tipo sabbia bagnata per capirci.

2-rivestite il fondo di una teglia con cerniera apribile, con della carta forno e fare la base con i biscotti sbriciolati. Fate in modo che sia tutta alta uguale aiutandovi con il dorso di un cucchiaio per spalmarla.
Ora mettete in freezer il tempo necessario per preparare la crema.

3- montate la panna e tenetela da parte in frigo

4- lavorate la ricotta con lo zucchero finchè non diventa una crema liscia e senza grumi (io uso il mixer o la planetaria con gancio a K)

5- aggiungete lo yogurt e mescolate molto bene.
 a questo punto assaggiate se i 100gr di zucchero vanno bene per voi (la panna della valsoia è già zuccherata!!) 

6- mettete in ammollo in acqua fredda, la colla di pesce per 5 minuti, poi strizzatela e fatela sciogliere in un bicchiere con il latte bollente, mescolate e versate nella ricotta e yogurt mescolando molto, ma davvero molto, bene.

7- aggiungete ora la panna mescolando senza preoccuparsi di "smontare" niente, tanto è panna vegetale.

8-Tirate fuori la base di biscotti, ricopritela con la banana tagliata a fettine e poi versate la crema.
Mettete in freezer per 2 ore e poi passate in frigo per altre 2-3 ore.
Prima di servirla ricopritela con la marmellata che avete scelto.

Adesso però devo fare le mie solite considerazioni:
1-potete usare panna - yogurt - ricotta in proporzioni variabili, o eliminare un ingrediente, l'importante è che la quantità totale (per la dose di biscotti e per una teglia da 26 cm) sia più o meno la stessa , non saranno 50gr a fare la differenza!

2-potete omettere le banane ( io le odio di cuore, ma Gabriele voleva la totta con le bananeee) e usare altra frutta a piacere o anche niente

3- usate una marmellata aspra, perchè la crema è dolce..oppure usate della frutta fresca, insomma date spazio alla fantasia e al vostro gusto, come sempre!

A presto
Silva



26 febbraio 2015

UNA CUCINA FUNZIONALE

E’ tanto che non parlo di cucine, pur essendo il mio primo e vero amore.
Questo articolo sarà un pò tecnico ma molto utile a tutti coloro che sono in procinto di acquistare una nuova cucina o modificarne una vecchia.
Di cosa parliamo? Parliamo dell’interno, di come, a parità di spazi e di estetica esterna, possiamo avere una cucina più comoda e funzionale.
Ciò che possiamo fare all’interno di una cucina va al di là del modello/stile/colore.


Prima di tutto dobbiamo prendere in esame le azioni quotidiane che svolgiamo in cucina, pensando alla cucina divisa in aree di lavoro:
Dispensa (per alimenti)
Spazio utensili (piatti, bicchieri, ciotole ecc..)
Lavaggio (spazio per detergenti, lavastoviglie e lavello)
Preparazione (spezie, posateria, taglieri, piccoli elettodomestici ecc)
Cottura (pentole, padelle ecc..vicino al piano cottura e al forno)
Già in fase progettuale, dobbiamo far in modo di aver risposto tutto, proprio lì dove serve.
Ci sono soluzioni per rendere il lavoro semplice e funzionale.


Due consigli sempre utili:
1- cercare di ridurre le aperture con anta a cerniera per le basi con ripiani fissi interni (una serve sempre secondo me, ma non di più) perchè è scomoda, e le cose si ammucchiano in fondo rendendoci difficile una visuale completa e una facile accessibilità.
cassettone vs anta a battente @valcucine

2-  Pensili con apertura a ribalta (vasistas, vela,libro ecc..) permettono di non avere ostacoli (ad altezza tempie per capirci) mentre si lavora in cucina.
Se proprio non potete fare a meno delle ante con cerniera, fatevi inserire quelle con apertura a 180°
apertura a battente

apertura a ribalta

Quando parliamo di attrezzature interne, dobbiamo distinguere tra le TIPOLOGIE DI APERTURA, MECCANISMI INTERNI e ORGANIZZAZIONE INTERNA.

TIPOLOGIE DI APERTURA: sono le diverse soluzioni di apertura per ante e cassetti.
Possono incidere nella praticità di utilizzo della cucina (vedi esempio sopra) ma sono separate da quello che è il meccanismo interno. Possiamo avere un cassetto con apertura "push pull" (e non push up come dicono molti clienti..ehehe) piuttosto che apertura normale, possiamo avere diversi meccanismi per l'apertura e chiusura delle ante dei pensili, o delle cerniere con apertura a 180° piuttosto che la classica apertura a 90°.
E' opportuno valutare anche questo aspetto, al momento della progettazione.
Voi potete scegliere il meccanismo di apertura che preferite dopo che il rivenditore vi ha mostrato le varie possibilità sulle sue cucine.

MECCANISMI INTERNI:
Qui il discorso si fa più complesso, nella sua semplicità.
Parto con il dire che ovviamente costa meno una base con apertura a cerniera e ripiani interni fissi, piuttosto che una base, sempre con apertura a cerniera ma con ripiani interni scorrevoli.
Quindi sono scelte che, senza negarlo, incidono sul prezzo finale di una cucina. Questo però non deve fermarvi, a seconda della vostra disponibilità di spesa per l'acquisto, valuterete in quali moduli inserire meccanismi, non è detto che debbano essere inseriti su tutte le basi e colonne della cucina ovviamente.
Cerchiamo solo di utilizzarli per migliorare la vivibilità dell'ambiente cucina, in base al nostro utilizzo quotidiano.
Ecco perchè, come dicevo all'inizio, la prima cosa da fare è analizzare i nostri gesti quotidiani in cucina e il nostro utilizzo: siamo sempre fuori a cena? ci sono bambini in casa? amiamo cucinare? siamo più per preparazioni complesse (fare la pasta fresca, pane pizza ecc..in casa) o per la velocità in cucina?
Questo vi aiuterà molto a far comprendere al vostro progettista/rivenditore quali dovranno essere i punti forti della Vostra cucina.



Come vedete dall'immagine, l'esterno di una cucina a volte è solo questione di estetica finale.
Infatti possiamo fare cassetti e cassettoni con apertura esterna (da basi L.30 cm fino a L.90cm) oppure una semplice anta che non significa per forza apertura a battente.
Vediamo insieme alcune possibilità.

cestone con fissaggio all'anta
In questo caso, esternamente abbiamo un'anta da 60cm, ma al suo interno troviamo due cestoni fissati proprio all'anta che ci permettono una visuale totale e una facile accessibilità.
Soluzione fattibile con moduli da 15-30-45-60cm 
cestello estraibile L.15 @hafele
Stesso discorso della prima immagine ma montata su base L. 15cm 

cassettone fissato all'anta + 2 cassetti interni @blum
Qui invece abbiamo la stessa estetica dell'anta liscia esterna, ma all'interno è stata suddivisa in 1 cassettone fissato all'anta più 2 cassetti interni.
Soluzione fattibile con moduli da L.30-45-60-90 cm.
cassettoni interni @hafele
Anche qui estetica liscia esterna, con 1 cassettone fissato all'anta (sempre quello inferiore!!) e un cassettone estraibile. In questo caso cambia solo il fondo che è tubolare in acciaio e non chiuso.

A questo punto la differenza la fanno le base e le sponde del cassetto: acciaio-tubolare-vetro ecc..

Ora passiamo alla base  più antipatica della cucina, che con questi accorgimenti, vi risolleverà il morale. La base ad angolo!
Ci sono diversi tipi di scocche ad angolo: rettangolari (60x90-105-110-120 ecc..) oppure quadrate (90x90 -105x105-120x120 ) poi le misure dipendono sempre dal mobiliere.
Vediamo però come possiamo sfruttare questa base
twin corner @hafele
Questa soluzione è per le basi ad angolo rettangolari, ma non per tutte le dimensioni, infatti il meccanismo deve avere una certa dimensione di apertura anta per poter funzionare. 
Si tratta di due ripiani ad estrazione e rotazione, in pratica uscendo completamente dalla base ci danno una visuale e accessibilità davvero totale, con fissaggio su base e fianco del mobile.

WaCo @hafele
Altra soluzione simile alla precedente, per mobili ad angolo rettangolari, con apertura anta da min. 45cm. Estrazione totale con ancoraggio all'anta e al fianco. Anche in questo caso perfetta ergonomia.

recorner Maxx @hafele
 Questa soluzione invece è per le basi quadrate ad angolo, sono due piatti girevoli fissati al fianco del mobile che permettono una buona visuale e si possono prendere gli oggetti comodamente.

cassettiera angolo @blum
Questo è la soluzione a cassetti per l'angolo quadrato, davvero pratica!

Sistemati anche gli angoli, passiamo alle colonne.
Voi penserete che una colonna non abbia bisogno di meccanismi, perchè è grande, comoda ecc..invece secondo me potrete trovare soluzioni interessanti.
meccanismo ad estrazione e rotazione @hafele

meccanismo scorrevole @hafele
Anche le colonne hanno una profondità e così come per le basi, le cose riposte in fondo tendono ad essere dimenticate e inutilizzate.
Per non parlare poi di quelle riposte in alto e se come me, sei alto 1.60 non ci arriverai mai se non con una sedia. In questo caso un meccanismo vi aiuta ad avere una visuale completa e a non stipare cose che poi non userete più per la loro scomodità.

ORGANIZZAZIONE INTERNA:
Ora che avete scelto come dividere internamente la cucina, vi mostro come suddividere gli spazi dei cassetti e cassettoni in base agli oggetti che intendete riporre.
@blum divisione per zona cottura
 Nei pressi della zona cottura (forno - piano cottura) è bene avere a portata di mano pentole, teglie e utensili necessari.
spezie e condimenti @blum
 Nei pressi del piano di lavoro (la parte libera) che verrà utilizzata per le preparazioni, è utile avere taglieri, condimenti spezie
stoviglie e posateria @blum
Cassetto per le  posate ben organizzato, piatti perfettamente ordinati e riposti, e anche un cassetto jolly, per tutti gli accessori "inclassificabili" in giro per la cucina. 
contenitori e ciotole @blum
Contenitori per  alimenti, ciotole per la preparazione, tutto a portata di mano e ben suddiviso.
zona lavaggio @blum
Anche nel sottolavello ci può essere ordine (deve esserci ordine) detersivi, sacchetti per la differenziata ecc.. tutto a portata di mano.

Adesso che avete letto (se avete letto) tutto questo, andate nella vostra cucina e mentre preparate la cena pensate a cosa cambiereste per rendervi la vita più facile.
Vi ho portato in esempio due (uno in realtà) dei tanti produttori di meccanismi interni, e quindi acquistabili solo tramite rivenditore, e non ci sono negozi Hafele per capirci, ma se volete fare dei piccoli cambiamenti in cucina Home made, tra l'altro cosa fattibilissima perchè qualsiasi azienda ha delle perfette istruzioni di montaggio, e se vi siete fatti un pò di ossa con Ikea siete a cavallo, potete trovare molti di questi articoli su Tuttoferramenta, che rivende anche al dettaglio.


Silvia 
Fonti: Hafele -  Blum - Tuttoferramenta 

16 febbraio 2015

Una CasaSuMisura..per Voi: La Cucina di Ernesto

Torno a pubblicare qualche progetto e inizio dal più recente.
Mi ha scritto qualche settimana fa Ernesto chiedendomi aiuto per arredare l'ambiente cucina, un piccolo ambiente aperto sulla zona giorno.

RICHIESTA:
"Buongiorno,
vorrei chiederle di aiutarci a progettare il nostro spazio cucina. La casa è di nuova costruzione ma ci sono alcuni vincoli architettonici da tenere in considerazione.

abbiamo in mente uno stile moderno, senza maniglia
colori chiari (basi legno+ pensili lucidi e top a contrasto) 
il piano cottura sarà ad induzione
il frigo potrebbe essere a libera installazione
microonde ad incasso 
ci piacerebbe avere un bancone snack
 la cucina può essere a L, a U, a G ma non vogliamo spendere troppo
abbiamo messo in conto piccole opere murarie
 la casa, come ha visto, è piccolissima, quindi tutto quello che riusciamo a mettere in cucina è guadagnato!

planimetria inviata dal cliente
La cucina, nonostante le dimensioni si presta a diverse soluzioni di composizione, ma bisogna tener conto di tutte le richieste fatte e della posizione dell' acqua (il gas in questo caso non lo consideriamo perchè inseriranno il piano cottura ad induzione) e che solo gli elettrodomestici portano un'ingombro di circa 165-180 cm più l'ingombro degli angoli. 
Dopo aver presentato ad Ernesto due bozze, ho sviluppato il progetto. 





Lo sviluppo in altezza permette di sfruttare la capacità massima della cucina. 
I colori chiari, ma senza contrasti forti, illuminano l' ambiente che è privo di luce naturale se non quella proveniente dalla sala.
Il top a contrasto rischierebbe di schiacciare la cucina verso il basso, rendendola tozza, l'idea invece è quella di creare una cucina slanciata e luminosa, che comunichi con la sala ma senza invaderla, visto gli spazi ridotti. 
Chi lavora in cucina ha la giusta privacy e spazio di movimento, ma non è separato dal resto della famiglia (o amici a cena ecc..) perchè rimane una cucina conviviale. 






Dei piccoli consigli in questi casi sono: 
Lavello sottotop per recuperare piano lavoro.
Illuminazione sottopensile, anche per tutta la lunghezza della cucina e se la cucina non ne presenta, prese di corrente sempre sottopensile.
In cucina le prese servono e almeno 3 sono necessarie. 
Questa è una soluzione economica (all'ikea costano solo 20€), pratica e non richiede lavori. 








Ad ognuno la sua cucina!

Silvia

Immagini e Concept by Silvia Di Gioia.Don't copy or use whitout permission

5 febbraio 2015

WEEK END A PARIGI #4 (last day)

Rieccomi qui, a concludere questo racconto di viaggio, avevo detto che è stato un lungo week end.
Ultimo giorno, ma l'aereo è alle 20:55 quindi abbiamo quasi tutto il giorno per godercela ancora un pò.
Dopo aver lasciato la camera ed essere usciti dall'albergo, ci accorgiamo che, pur essendo le 9:00 è tutto silenzioso e passano davvero poche macchine, anche se è domenica è pur sempre Parigi. Come sono calmi questi francesi..
Prendiamo la metro e andiamo subito verso l'Arc de Triomphe.
La domanda che mi sono sempre posta, guardando questo monumento sulle foto, che più che una piazza è solo una grande rotatoria è: come si arriva li nel mezzo? 
L'avrei scoperto a breve.
Quando arrivi con la metro, dopo un gran labirinto sotterraneo alla ricerca dell'uscita giusta, esci direttamente sotto il grande arco.
Bisognerebbe salire fino in cima per ammirare la perfetta divisione delle strade, ma come al solito io non ve voglio sapere.



 Quindi dopo aver mirato e rimirato il monumento nella sua "grandiosità", ci facciamo una passeggiata sul famosissimo viale : Champs Elysées.
Era freddo, freddissimo grazie al venticello gelido e non ce la siamo goduta come volevamo.
Come si esce dal place de Charles De Gaulle? eheheh...anche se intorno passano un migliaio di macchine alla velocità della luce, anche se ho detto che attraversare a Parigi era semplice e non pericoloso, bè qui la situazione cambia perchè non sono presenti strisce pedonali e o tenti il suicidio o cerchi un'alternativa. Che poi non è un'alternativa ma un'obbligo , sono io che non avevo visto il sottopasso..oops!
Bene eccoci qui sull'Avenue più famosa. Negozi chic, ristoranti, bar ecc..ecc.. la via è lunga e porta direttamente a place de la concorde, dove vi ricordate? c'ero già stata!
L'ultimo pezzo però sembra non finire mai e non c'è niente. Solo terra e alberi. Sembra quelle stradine non asfaltate che ti portano dal parcheggio alla discoteca, o dal parcheggio al luna park.
Come al solito alle 14:00 ancora stomaco vuoto e allora proviamo ad andare dietro la ruota panoramica e......woooow!
Panini, churros (li cercavo) ,mele caramellate, hot dog ecc..
Una pacchia quando hai famissima.
Io come al solito ho avuto la brillante idea di prenderci una baguette e poi andare a sederci in una panchina nei giardini delle Tuileries (ricapitolando, alle nostre spalle Champs Elysées, siamo in place de la concorde e davanti a noi il Louvre in pratica siamo sempre qui).
Siccome quel churros mi faceva una gran gola, decido di prendere anche il churros in modo da non dover tornare indietro.
Ahahahaha mi danno churros stracolmo di nutella che fuoriusciva da tutte le parti, che non puoi appoggiare da nessuna parte.Così braccia in alto in una mano la baguette e nell'altra il churros.
Che complicazione!


A panze piene decidiamo che è ora di comperare qualche ricordino, così ci rifacciamo rue de rivoli e avenue de l'operà per andare da Pierre Hermè e qualche altro negozietto. (di nuovo)
Siamo vicini all'hotel e inizia ad avvicinarsi l'ora di prendere la navetta per l'aeroporto, così ultima tappa in fretta alla Basilica del Sacro Cuore..con la metro questa volta!
Scendiamo a Goutte d'Or, uno degli Arrondissement più poveri della città, me ne accorgo solo quando alla fermata della Metro gli unici turisti/bianchi siamo noi. Ma qui, non ho avuto l'ansia che mi ha accompagnato per i primi giorni e che finchè non sarà a casa mia non mi lascerà.
Non so come spigarlo, per carità noi abbiamo fatto solo due vie, ma erano abbastanza degradate e c'era molto silenzio...bò..
Noi seguiamo le indicazioni per la basilica e l'unico modo è una funicolare, ma non dove siamo noi, era un'altra fermata della metro, oppure una lunga scalinata..e famose sta salita che ho un churros da smaltire!




E' davvero stupendo finire questo week end quassù, vedere tutta la città dall'alto in una giornata fredda ma soleggiata. Solo la musica di un artista di strada come sottofondo..non è neanche male. Pazzo ma davvero bravo.
Cinque minuti per riprendere fiato....
Dopo la basilica, la salita, l'artista, il freddo è ora.
Torniamo giù a piedi..di nuovo, anche se lontano è tutta in discesa e non fa paura
Prendiamo le nostre valige e andiamo verso casa..all'aeroporto una signora mi dice che quella pace, il poco traffico e la metro non affollata sono la conseguenza delle ultime vicende, di cui ormai non parla nessuno..capisco, ma secondo me questa città la calma ce l'ha nell'anima, non per merito/colpa di chi non voglio nemmeno nominare. 

Mappa Google ultimo giorno
TOT 7km a piedi + 1300km per il rientro

Silvia

2 febbraio 2015

WEEK END A PARIGI #3

Ma io non ce la faccio più, dicono che il primo anno di asilo è così. Questi fine settimana sia io che G. siamo stati abbattuti dal virus, e non so se è peggio te che stai bene e i figli male (scombinandoti la settimana, oltre al cuore di mamma, poveri cuccioli stanno male) , o te che stai male e i figli fin troppo bene..Eh, no pensandoci bene, la seconda è peggio!


Notre-Dame

29 gennaio 2015

WEEK END A PARIGI #2

Ci svegliamo alle 7:30 pronti e carichi per andare a visitare le meraviglie della città..ma fuori è ancora buio (non l'avevo considerato) e dopo una classica colazione internazionale che di francese non aveva un bel niente, andiamo alla recepion per chiedere i biglietti del Louvre e del Musèe de L'armèe.  Mentre aspettiamo che una persona non ben identificata, ci porti i biglietti, ci facciamo un'altra passeggiata nei dintorni, volevamo tenere le energie per il Louvre.
Sulla mappa, la Basilica del Sacro cuore non sembrava lontana, ma poi scopriamo che non solo è mooolto lontana, ma anche (credo) l'unica zona in salita della città.
Desistiamo e arrivati a Saint Georges, facciamo dietro front. Nel tornare in Hotel noto che nella via che stiamo attraversando, non c'è una sola vetrina, portone, finestra che non abbia la scritta "je suis Charlie". Mi è sembrato strano perchè nei Grand boulevard non l'ho vista proprio da nessuna parte.
Mi sono subito irrigidita e ho chiesto a G. di allungare il passo. Poco più avanti davanti ad un palazzo, il tipico palazzo Haussmaniano che trovi in tutta la città, ecco appostata la Gendarmerie ben armata. 
Ecco, quella parte di Parigi che temevo e speravo che, da turista, non avrei visto.
L'orgoglio, il terrore, la vigilanza, la realtà attuale Parigina.
L'istinto era di andare lontano....sono pazza lo so.
Finalmente prendiamo i nostri biglietti e andiamo al Louvre.
La strada che avevamo fatto la sera prima era, ovviamente, sbagliata ma con le giuste indicazioni in 10-15 minuti aravamo davanti alla piramide. (di nuovo)
Avendo già il biglietto non abbiamo fatto fila, ma ecco che di nuovo ripiombo nella realtà.
Il Vigipirate è attivo al Louvre. E' solo il secondo giorno e non mi sono ancora tranquillizzata del tutto, ho già visto passare passare 18-20 camioncini/cellulari o che sia,  della polizia con altrettanto corteo di moto e macchine, la gente immobilizzata e i soliti "turisti" a far le foto con il sorriso. E mi chiedo : ma che te ridi??  Controllo, metal detector, cellulare, giacchetto, togli il cappello ecc..è assurdo ma il fatto che facciano controlli e ci siano pattuglie armate ti fa sentire sicuro e insicuro. Siamo abituati a sentirle a tg certe cose, e vedere il triangolo rosso e nero e  i controlli lo rende troppo reale. Vabbè, lasciamo stare le ansie e torniamo al Louvre.
Il Louvre è quasi terrificante. Un labirinto d'arte infinito..e un brack ci vuole ogni tanto.
Sapevate che si può uscire e poi rientrare con lo stesso biglietto? Noi l'abbiamo fatto, per una pausa tra il primo e secondo round, e siamo andati da Angelina ad assaggiare i macarons. Eh no, non si può non fare anche perchè una delle sale da tè si trova proprio su Rue dei Rivoli, a poche (centinaia) di metri dal Louvre. 
una delle decisioni più difficili della giornata
Come già detto, non avevo programmato niente, nessuna visita, vista l'intenzione di non partire, ma converrebbe farlo e sul sito del Louvre ci sono alcuni percorsi tematici da poter seguire per entrare e uscire in 2-3 ore. 
Una cosa da non perdere secondo me, sono gli appartamenti di Napoleone III , i fossati del Louvre del medioevo , la mummia e ovviamente la nostra Gioconda..ma non vi aspettate che sia un granchè..non ci si può nemmeno avvicinare, ma un salutino è d'obbligo!
Sua altezza la Gioconda e le stanze di Napoleone
Usciti dal museo, decidiamo di andare sulla rive Gauche, perchè il Musèe de l'Armèe (o Hotel des Invalides) non sembra essere troppo distante. Sulla guida Lonely avevo letto che chiudeva alle 18:00..eravamo assolutamente in tempo.
A piedi invece non s'arrivava mai. strade e stradine, poco traffico e solo camioncini della Polizia con tanto di teste di cuoio che passano a tutta velocità. 
Insomma il Louvre di spiezza in due e questa scampagnata non ci voleva proprio.
Arriviamo all'Hotel des Invalises, questo magnifico palazzo, imponente e snello, l'occhio non lo prende tutto, è impossibile. 
Entriamo, controlli (ma questa volta ce li fa direttamente la gendarmerie) ci perdiamo anche qua perchè è davvero immenso e troviamo l'entrata del museo.
Un baldo giovincello in divisa da vigilante, ci spiega in francese/inglese/ mimo che è chiuso.
Cosa mi stai raccontando scusa? vuoi dire che ho fatto 1000miglia a piedi per senza niente? 
Il museo chiude alle 17:00 quindi dalle 16:30 non fanno più entrare nessuno. Sapete che ora era? le 16:31. 
Stanchi, piedi e gambe a pezzi, roba che se per sbaglio ti siedi per più di 45secondi non ti rialzi più..e adesso? 
Sempre dell'idea di non prendere la Metro, mannaggia a me mannaggia!
Sorridi: 
Gambe in spalla e torniamo indietro, ma ovviamente non passando per la strada già fatta, facciamone una nuova  che non conosciamo e che potrebbe essere più lunga. Ok, sarà fatto.

Dopo una giornata così...così...Così, dopo un aperitivo, e una bella doccia, mi sono messa a cercare i ristoranti/bistrot e quant'altro vicino all'hotel. Ho scoperto che il Aux Lyonnais, uno dei ristoranti di Alain Ducasse era proprio dietro l'angolo.
Atmosfera parigina, tavoli minuscoli, tutti ti chiedono se parli francese, gli dici che più o meno ti arrangi e ti parlano in inglese, bè vabbè..fai tu. Poi ti dicono tre cose veloci in francese e tu hai solo capito di aver accettato un bicchiere di Champagne. Ah, bene.
Leggere il menù non è stato facilissimo, ma alla fine è andata meglio di quanto pensassi..abbiamo mangiato divinamente, dei piatti abbondanti di carne serviti direttamente in pentola o in cocotte..meraviglioso!
Gran finale con un soufflè alla vaniglia e un dolce al cioccolato che non so proprio come si chiami.
si, la cocotte del souffle potevano anche pulirla.


Mappa Google Secondo giorno
TOT 10km a piedi + Louvre 

Silvia

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